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Funerali di Monsignor Paolo Gillet: Un Richiamo alla Radicale Fede Cristiana
Si stanno celebrando a Roma i funerali di Monsignore Paolo Gillet, già vescovo ausiliare di Albano, presso la parrocchia di Santa Maria delle Grazie al Trionfale. Alla cerimonia sono presenti anche figure di spicco, tra cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e sua figlia Laura.
La messa è officiata dal vicario della diocesi di Roma, Cardinale Baldassare Reina, che durante l’omelia ha messo in evidenza come “la radicalità nella sua adesione al Vangelo” abbia caratterizzato il percorso di vita di mons. Gillet. Tra i presenti spiccano anche l’attuale vescovo di Albano, Monsignore Vincenzo Viva, e il cardinale Marcello Semeraro.
Il legame tra don Gillet e Mattarella affonda le radici nei tempi della loro comune partecipazione agli eventi di Azione Cattolica. Durante la sua omelia del 20 settembre 2003, per il cinquantesimo anniversario di sacerdozio, don Gillet rievocava con affetto le esperienze vissute con i giovani, esprimendo un forte senso di appartenenza alla comunione del popolo di Dio. Questo aspetto della sua vita è arricchito anche dalle relazioni con altre figure ecclesiastiche, come il cardinale Carlo Maria Martini.
Nasce a Roma l’8 luglio 1929 e, dopo aver studiato presso l’Almo Collegio Capranica e ottenuto la licenza in filosofia e teologia alla Pontificia Università Gregoriana, riesce a diventare sacerdote il 19 settembre 1953. La sua vocazione affonda le radici negli anni giovanili, con l’influenza fondamentale della madre, Anna Maria Simonetti, che ha avuto un ruolo cruciale nella sua crescita spirituale.
Dopo l’ordinazione, inizia il suo ministero a Nostra Signora di Guadalupe e, in seguito, a Santa Maria delle Grazie, dove realizza un’esperienza di servizio che considera tra le più bellle della sua carriera. Don Antonio Fois, parroco della stessa chiesa, ha sottolineato l’importanza del lavoro di don Gillet, evidenziando che “nella parrocchia si percepisce il segno dell’attuazione del meglio del Concilio” anche grazie al suo operato. Nel 1994, Papa Giovanni Paolo II lo nomina vescovo, segnando l’apice di una vita dedicata al servizio della comunità.