
Scandalo in Valle d’Aosta: il fuorionda che scuote la giustizia regionale
Un’improvvisa svolta nella campagna referendaria sulla giustizia è arrivata dalla Valle d’Aosta, dove un fuorionda registrato durante un incontro all’Università locale ha rivelato una conversazione tra il presidente del Tribunale di Aosta, Giuseppe Marra, e l’avvocato Enrico Grosso, noto per le sue posizioni sul referendum. I due professionisti legali hanno discusso, prima dell’apertura del dibattito pubblico, di una questione piuttosto delicata legata alla ri-elezione del governatore Renzo Testolin, oggetto di un ricorso presentato da Avs riguardo al limite dei mandati.
Il contenzioso sulla rielezione di Testolin va avanti da mesi, con interpreti legali che si scambiano pareri e documenti. La questione culminerà il 22 aprile, data in cui è prevista la discussione del ricorso in Tribunale. Durante la conversazione, Marra ha menzionato alcuni aspetti del caso, rivelando una certa fiducia sulla situazione legale. Grosso, dal canto suo, ha sollevato dubbi sulla giurisdizione, mentre Marra ha spiegato la complessità della questione della decadenza, tracciando un confine giuridico netto.
Il video dell’incontro, che è stato trasmesso in diretta su YouTube, è stato successivamente rimosso, ma molti utenti lo hanno già scaricato. Le reazioni non hanno tardato ad arrivare: Chiara Minelli, capogruppo di Avs in Consiglio regionale, ha espresso la sua incredulità, definendo la conversazione inaccettabile e chiedendo un comportamento imparziale da parte del presidente del Tribunale. Anche il presidente del Comitato Camere Penali per il Sì, Francesco Petrelli, ha definito l’accaduto di estrema gravità, compromettendo la credibilità del fronte del No e chiedendo un rispetto dei principi di autonomia. In risposta, Grosso ha respinto le accuse come manipolazioni, affermando di non avere nulla da nascondere. Marra, infine, ha chiarito di non aver anticipato alcun giudizio e di considerare il confronto come parte della normale prassi legale.