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Garante Infanzia: Terragni, valutazione impatto generazionale nelle leggi, giovani chiedono voce in capitolo

Giovani: non solo protezione, ma partecipazione

I ragazzi e le ragazze di oggi non chiedono soltanto di essere difesi dalle grandi emergenze del presente, come i conflitti armati o la crisi climatica. Chiedono soprattutto di contare davvero nelle decisioni che li riguardano, di poter esprimere la propria opinione e di vedere riconosciuto il proprio ruolo nella società.

Un primo segnale concreto, in questa direzione, potrebbe arrivare dal Parlamento, introducendo almeno per alcune leggi una forma di valutazione dell’impatto sulle nuove generazioni. Si tratterebbe di un passo importante per verificare in anticipo come le scelte politiche possano incidere sulla vita futura dei più giovani.

Le violenze visibili e quelle più silenziose

Nel corso della sua audizione in Commissione straordinaria Diritti umani del Senato, l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Marina Terragni ha richiamato l’attenzione su diverse forme di violenza che colpiscono i minori, comprese quelle che si consumano online e che spesso restano meno visibili, ma non per questo meno gravi.

Secondo Terragni, i bambini non possono crescere e svilupparsi senza relazioni affettive solide, cura e presenza autentica. Quando gli adulti, presi da un individualismo esasperato, spingono i minori a crescere troppo in fretta e a non dare fastidio, si crea una forma di trascuratezza che può essere considerata a tutti gli effetti una sofferenza subita dal minore.

Ascoltare i minori per evitare nuove forme di abbandono

Un altro punto centrale sottolineato dalla Garante riguarda la mancanza di ascolto. Non dare spazio alla voce dei bambini e degli adolescenti significa ridurre la loro possibilità di essere riconosciuti nei bisogni, nei timori e nelle aspettative.

Per questo, il tema dell’infanzia e dell’adolescenza non dovrebbe limitarsi alla protezione passiva. Serve invece un cambiamento culturale che rimetta al centro relazioni, attenzione e partecipazione, perché crescere davvero non vuol dire soltanto diventare adulti, ma essere accompagnati con rispetto e responsabilità lungo tutto il percorso.