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Gestione degli Orfani di Femminicidio: 253 Bambini Presi in Carico in 5 Anni, il 40% Era Presente Durante il Crimine

Progetto ‘A Braccia Aperte’: un aiuto concreto per gli orfani di femminicidio

Numeri allarmanti sugli orfani di femminicidio

Recentemente sono stati resi noti dati inquietanti riguardo il numero di orfani di femminicidio in Italia. Ben 253 minori sono stati inseriti nel programma ‘A Braccia Aperte’ promosso da “Con i Bambini”, con una distribuzione che vede 74 orfani nel nord (di cui 33 nel nord-est e 41 nel nord-ovest) e 179 nel centro-sud e nelle isole (57 nel centro e 122 nel sud e isole). Una statistica preoccupante indica che nel 40% dei casi i bambini erano presenti al momento del tragico evento. Inoltre, l’84% di loro è consapevole della vera natura della situazione familiare.

Supporto integrato per il recupero degli orfani

Durante il convegno ‘Orfane e orfani dei femminicidi: vittime di seconda classe?’, Simona Rotondi, responsabile del bando, ha spiegato che il progetto si propone di realizzare un intervento integrato che combina assistenza medica, supporto psicologico e orientamento al lavoro. La sinergia tra istituzioni, procure e scuole permette di garantire a questi giovani il diritto all’istruzione e il recupero del loro benessere psicologico, considerati come i pilastri fondamentali per un futuro migliore.

Difficoltà economiche e sfide quotidiane

Tuttavia, le difficoltà non mancano: il 77% delle famiglie affidatarie sostiene di avere problemi economici significativi, e il 70% di queste famiglie non riceveva i benefici previsti dalla Legge 4/2018 per orfani di particolare difficoltà. Le criticità all’interno delle famiglie sono evidenti, con l’88% dei nuclei familiari che presenta problematiche quali dipendenze o situazioni legali complesse. Inoltre, circa il 92% degli interventi mira a migliorare il benessere psicologico dei minori, molti dei quali soffrono di ansie, disturbi del sonno e ricordi intrusivi.

La coordinatrice ha sottolineato l’importanza di trasformare il trauma in un percorso di riscatto, evidenziando come il progetto ‘A Braccia Aperte’ funzioni da ponte per garantire l’accesso ai diritti previsti dalla legge, supportando la quotidianità di questi bambini con la presenza costante delle istituzioni e del terzo settore.