
Un sciopero della fame durato dodici giorni, una occupazione dell’Aula della Camera e un originale kit di protesta hanno spinto alla ripresa dei lavori della commissione di Vigilanza Rai. L’iniziativa, condotta dall’onorevole Roberto Giachetti, esponente di Italia Viva con un passato nei radicali, mirava a mettere in luce le frenate della maggioranza sulla questione della nomina del presidente del Cda Rai.
Dopo giorni di silenzio da parte della maggioranza, Giachetti ha annunciato l’intenzione di iniziare anche lo sciopero della sete e di occupare fisicamente l’Aula per protestare contro l’immobilismo. Con un paio di manette, acquistate con una certa ironia in un sexy shop – ha rivelato lui stesso – Giachetti si è fissato allo scranno per attirare l’attenzione sulla sua causa.
La risposta della maggioranza, pur non approvando le motivazioni, è stata una disponibilità a garantire il numero legale in commissione, segno di un potenziale cambio di rotta. Giachetti ha successivamente affermato di aver ricevuto una chiamata dalla premier Giorgia Meloni, che avrebbe mostrato comprensione per le sue ragioni, facilitando così la ripresa dei lavori.
La presidente della commissione, Barbara Floridia, ha convocato la commissione per il 27 maggio, portando Giachetti a sospendere la sua protesta. “Prendo atto di un’apertura della maggioranza che contrasta con il passato”, ha commentato. Durante l’occupazione, ha ricevuto anche il sostegno del presidente della Camera, Lorenzo Fontana, preoccupato per le sue condizioni di salute e per la necessità di una pronta risoluzione della crisi della Vigilanza.
Messaggi di solidarietà sono stati espressi anche da vari rappresentanti del centrosinistra, tra cui Elly Schlein del PD, che ha denunciato il blocco della commissione come una situazione grave. Il vicepremier Antonio Tajani, nel frattempo, ha ribadito le responsabilità delle opposizioni in merito all’elezione del presidente. Giachetti, al termine della sua azione, ha sottolineato come la sua iniziativa nonviolenta avesse l’obiettivo di sbloccare la situazione e riprendere il dibattito sulla governance della Rai.