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Giorgetti sulla Riforma Rai: Ingiustificata la Critica dell’Ue e Invocato il Rigoroso Rispetto dei Poteri del Mef

Giorgetti frena sulla riforma della Rai: tensioni tra maggioranza e opposizione

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha espresso riserve sulla riforma della Rai, in discussione in commissione Comunicazioni al Senato. Le sue dichiarazioni evidenziano la incompatibilità della bozza proposta dalla maggioranza con le normative vigenti, inclusa la legge sul Codice civile.

Nuovo consiglio di amministrazione: le proposte della maggioranza

Secondo il progetto attuale, il futuro consiglio di amministrazione della Rai dovrebbe continuare a essere composto da sette membri, ma con una modifica importante: sei di essi verrebbero eletti dal Parlamento, mentre uno sarebbe scelto dai dipendenti. Attualmente, il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) ha il potere di nominare due componenti, fra cui l’amministratore delegato, una condizione che Giorgetti ha affermato di non voler compromettere. “Ridurre ulteriormente questo potere significherebbe minare la coerenza con l’assetto azionario”, ha dichiarato.

Le preoccupazioni dell’opposizione

La posizione di Giorgetti ha suscitato reazioni da parte dell’opposizione, in particolare dalla presidente della commissione di Vigilanza, Barbara Floridia (M5s), che ha chiesto chiarimenti su come la nomina dell’amministratore delegato sia compatibile con le norme europee di indipendenza dai governi. “Le nomine devono avvenire senza influenze politiche”, ha sottolineato, invitando Giorgetti a presentarsi in Vigilanza. Tuttavia, all’interno della maggioranza, c’è un’apertura al dialogo, con Maurizio Gasparri che ha affermato la volontà di rispettare le nuove regole europee.

La situazione è complessa e potrebbe richiedere tempo, come suggerito dallo stesso Giorgetti, che ha indicato di attendere una pronuncia della Corte di Giustizia europea su questioni correlate. Inoltre, ha smentito voci riguardo a possibili vendite di quote Rai a privati, assicurando che le priorità rimangono la modernizzazione e il razionalizzare la rete.

Infine, il dibattito all’interno della commissione di Vigilanza si è intensificato, con risposte critiche da parte dell’opposizione riguardo alle decisioni sulla dismissione di alcuni immobili storici della Rai, evidenziando la necessità di un piano di sviluppo più ampio e lungimirante.