
Il Servizio Sanitario Nazionale e il Diritto alla Salute
Dal 1978, quando è stato introdotto il Servizio Sanitario Nazionale, è stato messo in atto un cambiamento fondamentale nel modo in cui la salute è concepita e gestita nel nostro Paese. Questo sistema ha superato quello delle mutue, affermando con forza il principio di uguaglianza, come sancito dall’articolo 32 della Costituzione. Questa norma riconosce la salute come “un diritto fondamentale dell’individuo e un interesse collettivo”. Queste riflessioni sono state espresse dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante una cerimonia dedicata al centenario della Giornata Internazionale dell’Infermiere.
Mattarella ha descritto gli infermieri, uniti nelle loro associazioni, come un “vero e proprio esercito del bene”. Nella sua allocuzione, ha ribadito la riconoscenza della Repubblica per gli sforzi e il sacrificio quotidiani di questi professionisti, i quali, attraverso la loro opera, diffondono fiducia e umanità, elementi essenziali a fianco delle cure terapeutiche. “Oggi celebriamo il lungo cammino che la professione infermieristica ha compiuto in Italia”, ha aggiunto il presidente.
Il presidente ha poi ricordato il ruolo cruciale degli infermieri durante la pandemia di Covid-19, un periodo segnato da enormi sfide e sacrifici. Ha sottolineato come alcuni tentino di minimizzare l’entità della crisi, confrontando l’epidemia a una semplice influenza, dimenticando gli enormi sforzi e i sacrifici di chi lavora nel settore sanitario. In questo contesto, Mattarella ha messo in luce l’importanza degli atti eroici compiuti dai professionisti sanitari non solo in Italia, ma in tutto il mondo, citando in particolare la situazione critico a Gaza e altrove, dove i sistemi sanitari sono stati messi a dura prova.
In conclusione, la figura dell’infermiere è centrale nel panorama della salute pubblica, estendendo la propria influenza e il proprio supporto verso ogni individuo che necessita di cure e assistenza, mai abbandonando chi si trova in difficoltà.