
Nuova crisi nel Ministero della Cultura: destituzioni in vista
Il Ministero della Cultura italiano sta vivendo un ulteriore scossone, riflettendo le tensioni già evidenti nel corso di questa legislatura. Dopo le dimissioni dell’ex sottosegretario Vittorio Sgarbi e quelle dell’ex ministro Gennaro Sangiuliano, è ora il turno di un rinnovamento ai vertici dello staff del nuovo ministro Alessandro Giuli. Secondo quanto appreso da Corriere.it, Giuli sarebbe pronto a revocare i contratti di Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica e ritenuto vicino al sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, e di Elena Proietti, che dirige la segreteria personale del ministro.
Le motivazioni dietro queste revoche sembrano riguardare la gestione dei fondi per il documentario riguardante Giulio Regeni, il quale non ha ricevuto il sostegno economico richiesto, nonostante le aspettative del produttore. Il capodelegazione di Fratelli d’Italia, Francesco Lollobrigida, ha cercato di minimizzare la situazione, affermando che il ministro ha la facoltà di ridefinire l’organico della segreteria per meglio rispondere alle necessità del suo operato. Lollobrigida ha inoltre espresso fiducia nelle capacità di Merlino e Proietti, invitando a pensare a altre possibili sistemazioni per loro all’interno dell’amministrazione.
Le ripercussioni di questa situazione hanno attirato l’attenzione dell’opposizione, la quale interpreta il cambiamento come un segnale di conflitti interni al partito Fratelli d’Italia. Questo episodio si unisce ad altre tensioni emerse recentemente, come la questione della presenza russa alla Biennale e il licenziamento di Beatrice Venezi dalla Fenice. Il ministro Giuli aveva dichiarato “inaccettabile” il rifiuto di finanziamento, evidenziando che non era stato informato da Merlino riguardo alla situazione. In merito alla Proietti, pare che il suo mancato viaggio per la missione a New York possa essere stata la causa scatenante della sua revoca.
Queste vicende, peraltro, sono solo l’ultima manifestazione di un’arena politica complessa, segnata da dissidi e lotte di potere, che coinvolgono non solo Fratelli d’Italia, ma anche altri partiti della maggioranza, sollevando interrogativi sulla stabilità dell’attuale governo.