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Governo conferma il referendum: chiarito il quesito, resta invariata la data mentre il Pd accusa Meloni di prepotenza istituzionale e la destra attacca i giudici su Bignami

Giorgia Meloni e la Mercata della Riforma della Giustizia

La riunione straordinaria del Consiglio dei Ministri

È stata convocata con urgenza una riunione del Consiglio dei ministri da parte di Giorgia Meloni, per affrontare con solerzia la questione emersa dalla recente delibera dell’Ufficio centrale per il referendum della Cassazione. Questa ha accolto il ricorso presentato da un gruppo di giuristi, facendo sorgere interrogativi in merito alla modifica del quesito referendario. Meloni ha chiarito che non ci sono motivi per procrastinare e, se dovessero emergere ricorsi, si valuteranno le conseguenze. La data del voto per il referendum resta fissata per il 22 e 23 marzo, come precedentemente deciso.

I dettagli della delibera e le reazioni politiche

Le circa 40 pagine dell’ordinanza erano state già messe a disposizione tra i ministri, ma la convocazione ha colto molti di loro lontano da Roma. Alcuni si sono collegati dalle prefetture, mentre altri si trovavano a Milano, impegnati per l’apertura delle Olimpiadi invernali. La notizia ha sorpreso il governo, in quanto la Cassazione aveva inizialmente approvato il quesito senza richiedere chiarimenti sui riferimenti costituzionali. Tuttavia, il chiarimento è stato giudicato indispensabile e ciò ha costretto il governo ad agire.

Conflitti interni e accuse reciproche

All’interno del CdM, si è discusso animatamente sull’opportunità di veder partecipare alcuni giudici al voto. Mentre alcuni esponenti di FdI esprimevano forti critiche verso i magistrati contrari al referendum, il clima si è fatto teso. Galeazzo Bignami ha lanciato accuse verso magistrati appartenenti a schieramenti avversari, generando una serie di polemiche. Dall’altra parte, i rappresentanti della Democrazia hanno difeso l’indipendenza della magistratura, con Debora Serracchiani che ha denunciato l’atteggiamento arrogante del governo e invocato il rispetto delle istituzioni.

In conclusione, mentre l’esecutivo si prepara a promuovere la riforma, i contrasti e i conflitti ipotetici sul referendum continuano a intensificarsi, con le due fazioni politiche pronte a battagliare per i rispettivi punti di vista. Questo scenario mette in evidenza la tensione politica in corso e il desiderio di ciascuna parte di affermare la propria narrazione rispetto alla magistratura e al governo.