
L’intelligenza artificiale al centro della competizione globale
Secondo il presidente del Garante per la Privacy, Pasquale Stanzione, l’intelligenza artificiale rappresenta **una nuova forma di infrastruttura del potere** e è diventata un campo cruciale nella competizione geopolitica. Durante la presentazione della Relazione annuale al Parlamento, Stanzione ha evidenziato come la corsa all’indipendenza tecnologica stia alterando le dinamiche di sovranità, rimodellando l’architettura del potere internazionale.
Stanzione ha anche discusso dell’**uso crescente degli algoritmi nei contesti bellici**, citando conflitti attuali come quelli in Ucraina e Iran. Questa evoluzione sta modificando le basi della deterrenza, costruite per decenni sull’equilibrio geostrategico, creando una sorta di **nuova guerra fredda** in cui la tecnologia gioca un ruolo determinante.
Richiamando l’enciclica di Papa Leone XIII, il presidente ha messo in guardia contro il rischio di **una marginalizzazione dell’essere umano nell’era dell’intelligenza artificiale**. È fondamentale evitare di ridurre la democrazia a un’equazione o la persona a una mera prestazione. Stanzione ha sottolineato l’importanza di integrare l’innovazione con le esigenze umane attraverso reti di garanzie, in particolare per la protezione dei dati.
In un contesto più ampio, ha anche trattato il tema dei **siti violenti e sessisti**, descrivendoli come fenomeni devastanti per le vittime che spesso non vengono percepiti con la gravità necessaria. Ha avvertito che è cruciale promuovere una **pedagogia digitale** affinché i futuri cittadini comprendano l’importanza di tutelare la loro libertà attraverso la protezione dei propri dati.
Infine, Stanzione ha richiamato l’attenzione sull’importanza di bilanciare il diritto all’informazione con la **dignità delle persone**, sottolineando la necessità di mantenere un principio di essenzialità dell’informazione per evitare che il flusso informativo degeneri in spettacolarizzazione eccessiva.