
La ministra del Turismo, Daniela Santanchè, è attualmente sotto inchiesta a Milano per una nuova ipotesi di bancarotta, relativa al fallimento di Bioera, una società a responsabilità limitata attiva nel settore del biofood di cui la senatrice è stata presidente fino al 2021. Già in precedenza, era emersa un’altra accusa di bancarotta riguardante il crac della Ki Group srl, un’altra società del suo gruppo imprenditoriale.
Le indagini su Santanchè risalgono alla fine dell’anno scorso e vedono coinvolti anche ex associati come Canio Mazzaro e il fratello Michele Mazzaro, insieme a diversi altri ex amministratori. La senatrice, che ha ricoperto il ruolo di presidente e legale rappresentante di Ki Group srl dal 2019 al 2021, si trova quindi al centro di un’inchiesta complessa. Gli inquirenti, coordinati dalla Procura guidata da Marcello Viola insieme all’aggiunto Roberto Pellicano e al pm Luigi Luzi, hanno recentemente depositato la relazione del liquidatore su Bioera, evidenziando un “patrimonio netto negativo” per la società, pari a circa 8 milioni di euro.
Il 5 giugno 2025, la Ki Group Holding S.p.A. ha seguito le orme di Bioera, dichiarando anch’essa fallimento e aggiungendo ulteriori potenziali problematiche legali legate all’ipotesi di bancarotta. Si prevede che i casi vengano unificati in un singolo fascicolo, comprendendo un numero maggiore di indagati e accuse, mentre gli inquirenti stanno anche esplorando reati societari come il falso in bilancio e la bancarotta fraudolenta.
Oltre a queste inchieste, Santanchè è attualmente sotto processo per falso in bilancio riguardante il gruppo editoriale da lei fondato, Visibilia, da cui ha recentemente dismesso cariche e quote. Inoltre, è coinvolta in un’udienza preliminare sospesa per una presunta truffa aggravata all’INPS relativa alla cassa integrazione durante la pandemia di COVID-19, un altro capitolo che si aggiunge a una già complessa situazione giuridica.