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In questi giorni, l’attenzione è rivolta a una sfida cruciale che mette alla prova la stabilità della maggioranza di governo e dei partiti che la compongono. La discussione si concentra principalmente sul decreto giustizia e sugli interventi in materia di migranti, attesi per martedì in Aula. Tra i temi più controversi c’è la questione delle intercettazioni a strascico, un punto che ha generato tensioni notevoli tra Forza Italia (FI) e Fratelli d’Italia (FdI). Senza dimenticare le polemiche attorno alla riforma della legge elettorale, un aspetto che vede le preferenze dei candidati al centro del dibattito.
Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, è un forte sostenitore della riforma elettorale e mette in guardia gli alleati sui potenziali rischi di incostituzionalità che potrebbero sorgere senza l’introduzione delle preferenze nel sistema. La Russa avverte che un’eventuale bocciatura della legge in terza lettura potrebbe provocare una crisi, portando il governo a considerare l’opzione delle elezioni anticipate, come non ha escluso la premier.
Questa settimana si preannuncia decisiva per l’attività parlamentare, con i senatori impegnati in ben 26 audizioni richieste dai vari gruppi politici. Il termine per la presentazione di emendamenti è imminente e potrebbe chiarire le intenzioni future in merito alla legge elettorale. Fratelli d’Italia sta spingendo per ampliare le intercettazioni riguardanti reati di mafia, un emendamento che potrebbe però essere dichiarato inammissibile. D’altra parte, il partito di Antonio Tajani mantiene una posizione più cauta, soprattutto riguardo alla giustizia e alla legittimità della proposta.
Alla luce di queste dinamiche, la maggioranza si prepara a gestire un complesso tour de force, con l’obiettivo di approvare il decreto che contiene normative di grande rilevanza entro giovedì, prima della scadenza definitiva fissata per l’11 agosto.