
Una nuova inchiesta della trasmissione Report, in onda su Rai3, ha sollevato pesanti accuse nei confronti di Meta riguardo alle elezioni politiche del 2022 e alle successive consultazioni regionali. Secondo il programma, l’azienda potrebbe aver utilizzato la sua piattaforma per favorire la destra antieuropeista, attraverso un’operazione di raccolta e manipolazione dei dati degli utenti.
Meta ha prontamente ribattuto alle accuse, con un portavoce che ha dichiarato come il meccanismo chiamato Election Day Information sia uno strumento di sensibilizzazione per gli elettori, utilizzato globalmente dal colosso dei social network. “Le tesi che parlano di profilazione di massa sono senza fondamento”, hanno affermato, sottolineando che non è stata attuata alcuna strategia per favorire specifici politici o correnti di pensiero. Tuttavia, secondo l’inchiesta, ben 6,5 milioni di utenti sarebbero stati coinvolti in un’operazione di raccolta dati, sollevando interrogativi sull’uso delle informazioni e la trasparenza delle pratiche.
Le reazioni nel panorama politico sono state immediate. Eurodeputati del Partito Democratico come Sandro Ruotolo e Nicola Zingaretti hanno avvertito del rischio per la democrazia, sostenendo che le manovre di Meta potrebbero alterare il dibattito politico, limitando la visibilità delle opinioni non allineate. Il caso è destinato a essere discusso in seduta plenaria al Parlamento Europeo, dove si chiederà un’indagine approfondita.
Anche il Movimento 5 Stelle ha annunciato la propria intenzione di portare la questione all’attenzione del Parlamento, con la senatrice Barbara Floridia che richiede una convocazione dei vertici di Meta. La questione ha preso pieghe controverse, con riferimenti a presunti ordini da parte della sorella del premier a membri del Garante della Privacy, sollevando interrogativi sulla trasparenza e la libertà di voto.
Con questa inchiesta, si apre un ampio dibattito sull’impatto dei social media nelle elezioni e sulla necessità di regole più severe per garantire la trasparenza e la libertà di espressione nel contesto politico italiano.