
Jessica Moretti, proprietaria del discobar Constellation di Crans-Montana, ha dichiarato durante l’interrogatorio di non aver mai ricevuto indicazioni riguardo a prove di evacuazione nel locale, evidenziando una preoccupante mancanza di misure di sicurezza. La tragica notte di Capodanno ha visto la morte di 41 persone, ed è emerso che, nonostante la presenza di due buttafuori secondo la testimonianza di Jessica, solo uno di loro risulta regolarmente assoldato secondo i documenti forniti dalla procura.
Un tumulto si è scatenato poco prima dell’interrogatorio di Jessica, quando alcuni familiari delle vittime hanno affrontato i coniugi Moretti. Arrivati scortati dalle forze dell’ordine, i proprietari del discobar sono stati esposti a una furiosa reazione da parte dei presenti. Urla e spintoni hanno caratterizzato lo scontro, culminato con accusatori che hanno definito i Moretti come “mafia” e li hanno incolpati di essersi allontanati dalle loro responsabilità. “Dove sono i nostri cari? Come potete vivere?”, ha chiesto una madre in preda alla disperazione. Jacques Moretti ha risposto con la promessa di assumersi le responsabilità, generando ulteriore indignazione nei familiari.
Tra le testimonianze raccolte c’è quella di Eleonora Palmieri, una veterinaria di Cattolica rimasta ferita nell’incendio. Secondo il suo legale, la giovane è ancora sotto choc e sarà parte civile nel processo. Eleonora ha raccontato di aver vissuto momenti di terrore, con una folla in preda al panico che cercava di fuggire dall’incendio. Le sue ustioni alle mani potrebbero compromettere la sua carriera professionale, portando i suoi legali a costituirsi parte civile anche in Italia, dove è stata avviata un’indagine parallela. La situazione si fa sempre più complessa, con l’opinione pubblica in attesa che venga fatta giustizia per le vittime di questa strage inaccettabile.