
La Lega ha presentato un’iniziativa legislativa, con primo firmatario Claudio Borghi, per modificare la normativa sulla legittima difesa, introducendo cambiamenti significativi all’articolo 52 del codice penale italiano.
La proposta di legge prevede che chi reagisce a un’aggressione a mano armata all’interno della propria abitazione o di un negozio non possa essere punito, indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi adottati e dalla sussistenza del pericolo. Questo cambiamento renderebbe possibile la non punibilità della reazione anche se avviene al di fuori dei confini del negozio, come nel caso noto di un gioielliere piemontese, attualmente considerato non compatibile con l’interpretazione vigente della legittima difesa.
Il senatore Borghi ha espresso la propria convinzione sui social, affermando che, qualora la proposta venisse approvata, il gioielliere Roggero potrebbe essere considerato libero, grazie al principio di retroattività della nuova norma, senza necessità di un intervento da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Attualmente, l’articolo 52 del codice penale stabilisce che non è punibile chi agisce per difendere un proprio o altrui diritto da un’offesa ingiusta, a condizione che la reazione sia proporzionata all’offesa subita. Con la proposta suggerita da Borghi, si intende arricchire la legge con un nuovo comma che stabilisce che, in caso di aggressione armata all’interno dell’abitazione o dell’attività commerciale, si considera non punibile qualsiasi reazione perpetrata immediatamente da chi subisce l’aggressione, senza necessità di valutare la proporzionalità dei mezzi impiegati o la natura della condotta difensiva.