
Un comitato di quattro relatori, uno per ciascun partito della maggioranza, guiderà l’iter legislativo della nuova legge elettorale, che già si preannuncia complesso. Lunedì prossimo avrà luogo l’incardinamento in commissione Affari costituzionali alla Camera del testo elaborato dal centrodestra, insieme a ulteriori otto proposte presentate anche dall’opposizione. Dopo il recente referendum sulla giustizia che ha visto prevalere il ‘No’, diventa sempre più difficile procedere senza un confronto con il centrosinistra, in particolare con il Partito Democratico, che finora ha mostrato una forte resistenza.
Il presidente della commissione, Nazario Pagano (Forza Italia), punterà su un approccio collaborativo, affiancato da relatori quali Angelo Rossi (Fratelli d’Italia), Igor Iezzi (Lega) e Alessandro Colucci (Noi Moderati). Il primo passo prevederà probabilmente una serie di audizioni, come di consueto avviene per le leggi più rilevanti, con l’obiettivo di elaborare un testo base che non sarà affatto blindato, come confermato da diverse fonti di maggioranza. Tra i punti più controversi ci sono il premio di maggioranza, il sistema di ballottaggio e le liste bloccate. Fonti di FdI assicurano che non ci sono profili di incostituzionalità nel progetto presentato.
Le prossime settimane saranno decisive per chiarire futuro e struttura della legge elettorale, che potrebbe sostituire il Rosatellum, in un contesto reso incerto dall’esito referendario. Secondo Arturo Scotto del PD, la reazione del governo è significativa: “Invece di concentrarsi su temi urgenti come il salario minimo, la destra preferisce riproporre la legge elettorale per tutelare i propri interessi elettorali”. Nel frattempo, sono entrati in commissione deputati di FdI che hanno avuto un ruolo chiave nella proposta di legge, e Forza Italia potrebbe fare altrettanto con alcuni dei suoi esponenti. Inevitabilmente, i problemi politici saranno tanto complessi quanto quelli tecnici, con il tema dei collegi che risulta particolarmente delicato, dato il calo dei consensi per il centrodestra in seguito ai risultati referendari. Fratelli d’Italia desidera chiarire con i propri alleati che le rivendicazioni non potranno essere le stesse espresse nel 2022.