
Il Centrodestra Avanza Senza Indugiare sulla Legge sulla Caccia
La maggioranza non sembra intenzionata a perdere tempo sulla nuova legge riguardante la caccia. Dopo il passaggio attraverso il Senato il 24 giugno, il testo è già stato inserito nell’agenda di Montecitorio per essere analizzato a partire da domani in Commissione Agricoltura. In questo contesto, è stata organizzata anche una riunione dell’ufficio di presidenza per definire i tempi di discussione. Il centrodestra, dunque, mostra una chiara determinazione a procedere con il processo legislativo.
Un tema che sta riemergendo è quello della compatibilità della riforma con le normative europee, in particolare la direttiva Uccelli e la direttiva Habitat. Anna-Kaisa Itkonen, portavoce della Commissione Europea, ha dichiarato: “Siamo in comunicazione con le autorità italiane”. Tuttavia, ha evidenziato l’importanza di seguire da vicino la situazione, affermando che l’iter legislativo sarà scrutinato attentamente.
Nel frattempo, le associazioni ambientaliste continuano a esprimere la loro contrarietà e le forze d’opposizione promettono battaglie accese. Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde, ha enfatizzato l’importanza di procedere con trasparenza e audizioni durante i lavori in commissione. Bonelli ha lanciato un appello al presidente della Repubblica per richiamare l’attenzione su “una palese violazione della direttiva Ue Habitat”.
In un gesto unitario, cinquantasette organismi ecologisti, tra cui Greenpeace, Lipu e Wwf, hanno scritto al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, spronandolo a estendere l’analisi del provvedimento alla Commissione Ambiente, sottolineando i potenziali impatti ambientali della riforma. Anche i capigruppo di M5S, Avs e PD si sono uniti a queste sollecitazioni, affermando che le questioni ambientali devono essere considerate con serietà.
Dall’altro lato, anche all’interno del centrodestra ci sono voci critiche. Maria Vittoria Brambilla (Nm) ha espresso la sua opposizione alla legge, definendo la caccia come “una pratica crudele” che dovrebbe essere limitata e, idealmente, abolita del tutto attraverso il referendum.