
La frattura tra Trump e il Papa: un segnali preoccupante per il trumpismo
La tensione crescente tra il presidente statunitense Donald Trump e papa Leone si rivela “seria” secondo le parole di Massimo Faggioli, docente al Trinity College di Dublino e studioso di politica e cattolicesimo negli Stati Uniti. Faggioli sottolinea che, mentre “il potere papale è stabile”, il trumpismo rappresenta l’incarnazione dell’instabilità. Questa critica appare come una reazione di frustrazione, simile a quella di un giocatore che prima di ricevere un cartellino rosso reagisce impulsivamente.
Nel suo libro “Da Dio a Trump”, Faggioli evidenzia come il pontificato di Leone stia attraversando una “fase due”, segnata da eventi geopolitici che incloudono il coinvolgimento americano in diverse aree del mondo, dalla Groenlandia al Medio Oriente. Papa Leone ha colto l’emergere di una divisione all’interno delle élite conservatrici, poiché il trumpismo, fino a poco tempo fa, sembrava mettere insieme la destra religiosa e la nuova destra tecnologica rappresentata da figure come Elon Musk e Peter Thiel.
Faggioli spiega che mentre Musk e Thiel sostengono Trump, la destra religiosa inizia a rendersi conto di come il trumpismo si sia evoluto, diventando sempre più influenzato da magnati dell’intelligenza artificiale e da forze esterne. La tradizionale sinergia tra cattolicesimo e trumpismo si sta indebolendo e il Papa, ben consapevole delle dinamiche statunitensi, sembra scegliere di schierarsi con un’opzione neutrale.
Le recenti apparizioni pubbliche, come il discorso di Leone rivolto agli ambasciatori e il riferimento a non partecipare alle riunioni di pianificazione della guerra, segnano un crescente dissenso nei confronti delle politiche belliciste. L’elemento scatenante di questa crisi, secondo Faggioli, è stata un’intervista a tre cardinali, che ha spinto Trump a controbattere direttamente con il Papa. Questa situazione rende difficile per i vescovi cattolici ignorare l’evidente frattura tra loro e il presidente.
Con lo sguardo rivolto alle prossime elezioni di midterm, Faggioli osserva che anche nel campo conservatore stanno emergendo voci che suggeriscono l’applicazione del 25esimo emendamento a Trump, un cambiamento di tono significativo rispetto al passato.