
Il recente assalto alla redazione di ‘La Stampa’ di Torino ha evidenziato come certe situazioni possano oltrepassare il limite di tolleranza. Il ministro dell’Interno ha confermato in un’intervista al quotidiano stesso che molti dei membri di questo attacco vergognoso sono stati già identificati. A questo punto, ci si domanda: perché la magistratura non interviene con decisione?
All’ombra di questo attacco si trova Askatasuna, un centro sociale noto per la sua lunga scia di violenza, che spazia dalla Val di Susa fino alle strade della capitale. Torino sembra essere diventata il fulcro delle loro azioni aggressive. Questo gruppo si presenta come un’entità sociale, ma le sue azioni lo rendono sempre più simile a una forma di terrorismo vero e proprio.
Osservare la devastazione inflitta a un giornale evocano tristemente eventi di epoche passate. Non è più accettabile che Askatasuna continui a operare impunita. Ma cosa ha da dire il sindaco di Torino? E il procuratore della Repubblica? Il silenzio delle autorità è assordante e contestabile.
Infine, sul fronte internazionale, ci si interroga sui criteri con cui l’ONU ha scelto di affidare incarichi a figure discutibili come l’Albanese. Si può riflettere sull’ipotesi che i criteri di selezione siano tutt’altro che ottimali. L’ONU ha purtroppo dimostrato di avere i suoi limiti, ebbe necessaria una sua rinnovata capacità di azione per affrontare i problemi mondiali.