
Il 25 aprile deve rappresentare un momento di riflessione collettiva e una occasione per promuovere la coesione a livello nazionale. Nel ricordare la Resistenza, è fondamentale riaffermare l’impegno dell’Italia nella costruzione di società più giuste e solidali, oltre a svolgere un ruolo attivo a favore della pace e del rispetto dei diritti umani. Se si continua a dar peso alla legge del più forte, i risultati saranno lutti e distruzioni, alimentando conflitti e barbarie.
In vista della celebrazione della Liberazione, il presidente Sergio Mattarella ha richiamato l’attenzione sulla memoria storica, ritenuta fondamentale per formare cittadini consapevoli. Durante il suo intervento al Quirinale, ha sottolineato l’importanza delle associazioni combattentistiche e partigiane, che custodiscono il patrimonio di valori che contraddistingue la nostra convivenza civile. Le storie dei protagonisti di quegli anni sono essenziali per trasmettere il significato di libertà e pace, oltre ai sacrifici necessari per conquistare tali valori.
Sabato, il presidente Mattarella celebrerà l’81° anniversario della Liberazione a San Severino Marche, un luogo emblematico segnato da otto stragi nazifasciste. Questa città, insignita della Medaglia d’oro al Merito civile, è un simbolo della Resistenza italiana. Venerdì precedente, l’allerta riguardante il taglio dei fondi per i luoghi della memoria della lotta partigiana è emersa con forza. La memoria della Resistenza rappresenta una delle pagine fondamentali della storia repubblicana, un riscatto morale e civile che ha forgiato i valori di libertà, giustizia, pace e democrazia scolpiti nella nostra Costituzione.
Mattarella ha infine sottolineato la responsabilità quotidiana di difendere e rinnovare quei principi, ed ha lanciato un fermo rifiuto a ogni forma di sopraffazione e deriva totalitaria. In un contesto internazionale caratterizzato da conflitti e tensioni, la sua denuncia delle violenze ingiustificabili che colpiscono le popolazioni civili risuona forte e chiara: le sofferenze dei popoli del mondo sottolineano l’importanza di ciò che abbiamo conquistato. Con un augurio finale, il presidente ha esclamato: “Viva la Liberazione, viva la Repubblica”.