
L’Aquila, simbolo delle aree interne italiane, prova a riaffermare il suo fondamentale contributo allo sviluppo del Paese. In un intervento alla cerimonia di inaugurazione della città come capitale italiana della cultura 2026, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha messo in evidenza la necessità di un’innovazione continua e imprescindibile. Le nuove tecnologie, secondo il presidente, devono servire a rendere più accessibili e abitabili anche le zone più remote.
Mattarella ha enfatizzato come in questo periodo di trasformazioni rapidi, la tradizionale divisione tra centro e periferia stia perdendo significato. I punti di centralità si stanno moltiplicando e molte aree, un tempo considerate marginali, possono ora emergere come centri vitali. “Le nuove frontiere della tecnologia devono permetterci di ricucire il tessuto sociale delle zone più isolate”, ha affermato il presidente.
Il discorso ha toccato anche il tema delle disuguaglianze e delle esclusioni che caratterizzano ancora molte realtà italiane. La richiesta di un intervento deciso per affrontare queste questioni è emersa come un luogo comune della sua riflessione. “Contrastare queste marginalità è fondamentale per rafforzare la coesione nazionale”, ha sottolineato Mattarella, rivolgendo così un appello a tutti i livelli istituzionali.
In conclusione, il presidente ha ribadito che il rafforzamento della coesione sociale e territoriale è indispensabile per una Italia unita e forte. La sfida è difficile, ma con l’impegno collettivo e la volontà di innovare, è possibile costruire un futuro migliore per tutte le aree del Paese, trasformando le criticità in opportunità di sviluppo e crescita.