
Un Selfie Compromettente: Meloni nel Mirino delle Opposizioni
Un innocuo selfie o un segnale preoccupante? Un’immagine di Giorgia Meloni, scattata sette anni fa, riemerge nel dibattito politico italiano. La foto, pubblicata da un’inchiesta di Report, ritrae la premier accanto a Gioacchino Amico, presunto esponente del clan mafioso senese. Le opposizioni, mobilitate, chiedono “chiarezza” riguardo ai legami di Fratelli d’Italia con il crimine organizzato. Meloni, reagendo a queste accuse, minimizza dichiarando che si tratta di “fango nel ventilatore”.
La premier accusa le testate coinvolte, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Repubblica, di orchestrare una campagna denigratoria. Su social network, Meloni sottolinea di non essere intimidita da “attacchi squallidi”. Tuttavia, la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, risponde che Meloni dovrebbe guardarsi “in casa”, piuttosto che voltare le spalle ai giornalisti. Schlein fa riferimento ai legami tra Fratelli d’Italia e il clan senese, collegando Meloni a persone come Carroccia, la cui relazione con la criminalità è sotto i riflettori.
Gioacchino Amico, presente alla manifestazione che ha dato vita allo scatto fotografico, aveva già una condanna per ricettazione e altri reati al momento del selfie, sebbene non fosse ancora indagato per mafia. Oggi, è uno dei principali imputati nel processo Hydra, collegato a un consorzio mafioso nel nord Italia. Secondo Report, Amico non era affatto un ‘imbucato’, ma una persona di riguardo all’evento, noto ai dirigenti di Fratelli d’Italia. La vicenda si complica ulteriormente con le dichiarazioni di Amico, divenuto collaboratore di giustizia, riguardo al suo accesso agevolato al Parlamento. Questa situazione pone interrogativi sulla trasparenza e sull’integrità del partito di Meloni.