
Giorgia Meloni prende temporaneamente le redini del Ministero del Turismo
Ore intense di riflessione stanno attraversando Palazzo Chigi, dove Giorgia Meloni ha assunto l’interim del Ministero del Turismo a seguito delle dimissioni di Daniela Santanchè. La decisione è stata ufficializzata con la firma del decreto da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo un colloquio telefonico con la premier. Meloni, attesa al Quirinale per comunicare il nuovo nome per il dicastero, sta considerando anche le più ampie prospettive politiche del governo, colpito dalla recente débâcle referendaria.
Il risultato del referendum sulla giustizia ha generato uno scossone all’interno della maggioranza, portando a delle tensioni persino in Fratelli d’Italia, un partito che era apparso fino ad ora coeso. Le recenti dimissioni di Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi complicano la situazione, rendendo problematico il distacco di Santanchè. Nonostante ciò, chi ha avuto modo di colloquiare con Meloni la descrivono come decisamente motivata, mentre nel governo si vocifera di un possibile anticipo delle elezioni. La premier intende valutare ogni opzione, con cinque candidature da esaminare per il nuovo ministro.
Meloni ha dichiarato di voler mantenere l’interim solo per un breve periodo, richiedendo a Mattarella qualche giorno per compiere le sue valutazioni. Le quotazioni per il nuovo ministro spaziano da Gianluca Caramanna, attuale responsabile Turismo di FdI, a figure tecniche come Alessandra Priante, presidente dell’Enit. Mentre una revisione della legge elettorale è tra i nodi centrali da affrontare, la mancanza di consenso all’interno della maggioranza potrebbe rendere difficile procedere senza l’appoggio del PD.
Con un occhio ai sondaggi, che vedono FdI mantenere una stabilità attorno al 28-29%, ma un centrosinistra che guadagna terreno, la riflessione su un possibile anticipo elettorale è in corso. Sebbene tradizionalmente il presidente della Repubblica possa essere scettico riguardo a elezioni anticipate, si mormora di una possibile apertura per un cutoff temporale tra giugno e ottobre, ponendo interrogativi sul futuro della legislatura.