
Un’occhiata attenta ai dettagli diplomatici. Così si presenta l’incontro fissato per venerdì tra la premier Giorgia Meloni e il senatore americano Marco Rubio a Palazzo Chigi. Sebbene i vertici del governo italiano descrivano questo appuntamento come una “visita di cortesia”, le implicazioni politiche potrebbero rivelarsi più profonde di quanto non suggerisca l’etichetta.
Questo incontro arriva in un periodo di crescente tensione tra la Casa Bianca e il Vaticano, con il segretario di Stato americano che si preparerà per un incontro con Papa Francesco già giovedì. Meloni, lo scorso mese, aveva definito “inaccettabili” le critiche dell’ex presidente Trump nei confronti del Papa, un concetto che sembrerebbe confermato anche dai recenti commenti del governo italiano. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha, infatti, denunciato “attacchi né condivisibili né utili per la pace”, manifestando il suo appoggio incondizionato al Pontefice.
Nonostante le pressioni, Meloni potrebbe decidere di mantenere una posizione diplomatica e bilanciata durante il colloquio con Rubio. A questo proposito, alcune fonti governative hanno suggerito che la premier potrebbe sottolineare il “legame indissolubile” tra l’Italia e il Vicario di Cristo, evidenziando che ogni presidente del Consiglio è chiamato, in situazioni delicate, a schierarsi in difesa del Papa.
Inoltre, la riunione di domani a mezzogiorno con i vicepremier sarà cruciale anche per affrontare questioni interne, come la nomina dei nuovi vertici di Consob e Antitrust. La Meloni ha rassicurato che le decisioni su questi importanti ruoli saranno prese entro la settimana. Parallelamente, si discuterà dell’andamento della crisi internazionale, in particolare a seguito delle azioni recenti dell’Iran e delle crescenti tensioni nello Stretto di Hormuz.
In questo contesto, la premier ha confermato il ruolo attivo dell’Italia nel promuovere il dialogo e nel contenere le crisi regionali, sottolineando l’importanza della libertà di navigazione in acque strategiche come lo Stretto di Hormuz. Tuttavia, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha avuto modo di specificare che nessuna unità della Marina Militare è in partenza verso l’area, smentendo le preoccupazioni sollevate da alcune forze politiche.