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Mobilitazione No Tav: appello dei militanti per rompere l’assedio e uscire dal presidio di Venaus

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Mobilitazione No Tav: Un Appuntamento di Resistenza a Venaus

Ritorno al Presidio di Venaus

Un gruppo di attivisti No Tav ha organizzato una nuova mobilitazione dopo che un evento di protesta previsto è stato annullato. I militanti, che hanno trascorso giorni di attivismo nel “non campeggio” di Venaus, hanno lanciato un invito a radunarsi per partire in gruppo dal presidio. Attualmente sono presenti circa cinquanta persone, sottoposte a continua vigilanza da parte delle forze dell’ordine, che includono anche un elicottero in volo sulla zona.

Solidarietà e Resistenza

In un comunicato, gli attivisti hanno esortato chi potesse a unirsi a loro e chi non fosse in grado di partecipare fisicamente a dimostrare la propria solidarietà esponendo una bandiera No Tav o un telo in segno di protesta. Durante il presidio, ci sono stati momenti di tensione, con alcuni membri del gruppo che hanno gridato contro le forze del ordine e i giornalisti in occasione di identificazioni di tre giovani arrivati in automobile.

Storia e Rinnovata Lotta

Questa mobilitazione arriva a pochi giorni dalla “marcia verso i cantieri della devastazione”, che il 25 luglio ha riunito ventimila partecipanti. Quella manifestazione ha portato a conflitti che hanno provocato oltre 120 feriti tra le forze di polizia e danni stimati in almeno un milione di euro nel sito di Chiomonte. Gli attivisti di Venaus intendono quindi cogliere l’opportunità di inversione della narrazione, affermando che il luogo per loro rappresenta una storia di resistenza e i sogni di libertà ancora attuali. La quattro giorni di attività dedicata alla resistenza, che si sarebbe dovuta tenere a Susa, è stata spostata a Venaus a causa di ordinanze prefettizie che hanno imposto rigide limitazioni.

Nonostante i divieti, il movimento No Tav ha deciso di mantenere il presidio, trasformando la mancanza di tende in un’opportunità di confronto e discussione. Le attività includono la diffusione della campagna Faz’a in Cisgiordania e le lotte contro l’Ice di Trump. La situazione rimane tesa con la presenza continua di Digos e reparti speciali a sorvegliare dall’altra parte della strada. La notte è passata in bivacco, riparati sotto un grande striscione che sostiene la Palestina, con l’intento di riprendersi il territorio e il messaggio di lotta.