
Tragedia di Cutro: Un Naufragio che Non Dobbiamo Dimenticare
Non possiamo dimenticare le 94 vittime accertate del naufragio avvenuto a Steccato di Cutro, né i dispersi che continuano a rimanere nel limbo dell’incertezza. Questa tragedia, avvenuta tre anni or sono, non è semplicemente il risultato di una fatalità: si tratta piuttosto di gravi negligenze nel sistema di soccorso. Secondo una nota dell’associazione Emergency, quella notte nessun piano di ricerca e soccorso è stato attivato, trattando l’incidente come un’operazione di polizia mirata alla protezione delle frontiere.
Attualmente, un procedimento penale è in corso presso il Tribunale di Crotone, che vede imputati diversi militari della Guardia di finanza e della Guardia costiera per omicidio colposo e naufragio colposo. Emergency si è costituita parte civile nel processo, unendosi ad altre ONG impegnate nel soccorso e nella protezione dei diritti umani, per supportare le richieste di giustizia da parte dei sopravvissuti e delle famiglie delle vittime.
Secondo Emergency, è fondamentale che le istituzioni rivedano le attuali politiche migratorie, attualmente orientate alla difesa dei confini piuttosto che alla salvaguardia dei diritti fondamentali, primo fra tutti il diritto alla vita. Negli ultimi anni, secondo l’associazione, le politiche instaurate hanno ostacolato le operazioni di soccorso della flotta civile e hanno criminalizzato sia le ONG che le persone in movimento. Con l’introduzione del Patto europeo su migrazione e asilo e misure come il blocco navale, la situazione rischia ulteriormente di deteriorarsi. Quest’anno, sulla rotta del Mediterraneo centrale è stato registrato un bilancio drammatico di 503 morti, un numero purtroppo sottostimato.
Infine, Emergency ribadisce l’urgenza di implementare una missione europea di soccorso, ampliare le vie legali di accesso all’Europa e rivedere gli accordi con Paesi che non rispettano i diritti umani, come Libia e Tunisia, per evitare che simili tragedie si ripetano in futuro.