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Una nuova pagina di attivismo si scrive nella Val di Susa, dove il movimento No Tav ha dimostrato, dopo quindici anni dall’esperienza della Libera Repubblica della Maddalena e dalla storica data del 3 luglio, di mantenere viva la sua lotta per la salvaguardia del territorio. Durante il tradizionale Festival dell’Alta Felicità, si è registrata la partecipazione di oltre 20.000 cittadini, un chiaro segnale della determinazione della comunità nel contestare i cantieri della valle che minacciano l’ambiente.
I partecipanti hanno avuto accesso a tutti i principali cantieri, unendo le loro voci contro quella che viene percepita come una continua devastazione ambientale. Grazie alla ferma volontà e alla coesione delle generazioni che si sono unite in piazza, le forze dell’ordine si sono viste costrette a fare i conti con una mobilitazione straordinaria e ben organizzata, in cui le misure di sicurezza sono state efficacemente eluse.
Il messaggio del movimento No Tav è chiaro: la lotta per la Val di Susa non è soltanto una battaglia locale, ma rappresenta un esempio di resistenza che può ispirare anche altre realtà in difficoltà. La manifestazione di ieri non è stata solo un simbolo di contestazione, ma un richiamo a riflettere sulle modalità di sviluppo sostenibile e sulla necessità di ascoltare le comunità locali. Concludendo le sue osservazioni, il movimento ha sottolineato l’importanza di continuare a lottare per preservare il territorio dalle minacce industriali e urbanistiche, mantenendo viva la speranza per le future generazioni.