
Tono moderato, ma tiri incrociati: la risposta della politica alle parole di Mattarella sulla giustizia
Le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha invitato a ridurre i toni dello scontro sulla giustizia, sono state accolte con un consenso di facciata. Dal mondo politico è emersa una volontà di concordia, almeno in linea teorica. Tuttavia, sono in molti a continuare a colpire l’avversario all’interno del dibattito referendario. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, recentemente criticato per aver definito il Csm un “sistema para-mafioso”, ha promesso di seguire le indicazioni del capo dello Stato: “Mi adeguerò, condivido al 101% il suo messaggio”.
Il vicepremier Antonio Tajani ha sottolineato che l’abbassamento dei toni deve coinvolgere tutti, a cominciare dai magistrati in posizioni chiave, come Nicola Gratteri. La necessità di onorare le parole di Mattarella è stata evidenziata anche dal capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, che ha ribadito l’importanza di agire per il bene comune. Tuttavia, il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, ha avvertito che ogni tentativo di riforma deve avvenire in un clima di rispetto e senza toni catastrofici.
Nonostante gli appelli alla moderazione, la tensione permane. Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha affermato che l’intervento di Mattarella rappresenta un segnale importante, poiché le tensioni erano giunte al limite. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha esortato a prestare ascolto alle parole del Presidente, sottolineando la necessità di un reciproco rispetto tra le istituzioni. Tuttavia, il clima accesa non sembra destinato a raffreddarsi, soprattutto dopo le ultime critiche del centrodestra nei confronti della magistratura e delle sue decisioni.
In questo contesto, i partiti e i comitati referendari intensificano le loro attività a meno di un mese dalla consultazione. Un’opposizione sempre più intensa si preannuncia, con eventi come quello organizzato da Fratelli d’Italia a Bologna, mentre il Partito Democratico si prepara a mobilitarsi per sostenere il No.