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Nuovo disegno di legge sui migranti: multe fino a 50mila euro per violazioni del blocco navale e dichiarazioni di Piantedosi sulla difesa dei confini

Il governo italiano ha ufficialmente approvato un nuovo disegno di legge sull’immigrazione, che è stato presentato la scorsa settimana insieme a un pacchetto di misure relative alla sicurezza. Questo provvedimento, articolato in 17 articoli, prevede diverse norme per attuare il Patto europeo su Migrazione e Asilo.

Misure restrittive e ‘blocco navale’

Tra le principali disposizioni si trova il cosiddetto ‘blocco navale’, ispirato al “sistema Albania”, che introduce requisiti più stringenti per ottenere la protezione speciale. Inoltre, si prevede un aggiornamento sui reati per i quali un giudice può disporre l’espulsione di un migrante. Secondo il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, “difendere i confini dell’Italia è un dovere”, aggiungendo che il pacchetto di misure mira a rendere più efficaci le espulsioni e a gestire i flussi migratori con maggiore decisione, non escludendo neppure divieti d’ingresso per motivi di sicurezza nazionale.

Requisiti per la protezione speciale

Il disegno di legge stabilisce che per accedere alla protezione speciale i migranti dovranno dimostrare di soddisfare quattro requisiti fondamentali, tra cui almeno cinque anni di soggiorno regolare, una conoscenza della lingua italiana verificate da certificazioni, un alloggio adeguato e risorse finanziarie sufficienti. Nel 2024, circa il 64% delle richieste per la protezione sono state respinte, con solo un 14% di approvazioni rilasciate, circa 13.000 individui.

Critiche e reazioni delle ONG

Le reazioni a questo nuovo provvedimento non si sono fatte attendere. Il segretario di +Europa, Riccardo Magi, ha espresso preoccupazione per una presunta limitazione dei diritti parlamentari all’interno dei centri di permanenza per i rimpatri (Cpr), sottolineando la necessità di una trasparenza da parte del governo. Anche le ONG hanno alzato la voce contro queste misure, con Sea-Watch Italy che accusa il governo di trattare come una minaccia per la sicurezza persone vulnerabili come uomini, donne e bambini in fuga da miseria e persecuzioni. Emergency, per bocca di Francesca Bocchini, ha espresso il timore che queste misure restringano ulteriormente la possibilità di intervento delle organizzazioni attive nel Mediterraneo, compromettendo il diritto alla vita dei migranti.