
La Voce della Fraternità di Papa Leone alla Memoria di Santo Stefano
Oggi, chi sceglie la via della pace e si ispira all’esempio di Gesù e dei martiri è spesso messo in ridicolo e escluso dal dibattito pubblico. Accuse di favorire nemici e avversari sono all’ordine del giorno. Tuttavia, il cristiano non considera altri come avversari, ma come fratelli e sorelle, mantenendo questo legame anche di fronte a incomprensioni.
Durante l’Angelus celebrato in occasione della memoria di Santo Stefano, primo martire della fede cristiana, Papa Leone ha messo in risalto come il mistero del Natale porti con sé una gioia profonda, derivante dalla tenacia di coloro che vivono la fraternità. Questa fratellanza si estende anche a chi ci è avverso, riconoscendo in ognuno la sacralità della dignità umana: ogni individuo è figlio e figlia di Dio. La figura di Santo Stefano rimane emblematicamente associata al perdono e alla dignità, proprio come fece Gesù, dimostrando che esiste una forza di gran lunga più potente di qualsiasi arma.
Papa Leone ha richiamato l’attenzione anche sulle comunità cristiane perseguitate in tutto il mondo, chiedendo aiuto e sostegno per coloro che si trovano in difficoltà. L’esempio di Santo Stefano, metafora di mitezza, coraggio e perdono, dovrebbe guidare quanti lavorano in contesti di conflitto. La sua invocazione finale è stata per promuovere il dialogo, la riconciliazione e la pace, valori fondamentali in un mondo che tende a separarsi.