
Domenica 27 settembre si celebra la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, un appuntamento che richiama l’attenzione su una realtà spesso segnata da fragilità, dolore e lontananza dagli affetti più cari. A ricordarlo è stato il Papa, al termine dell’udienza generale, con parole che hanno riportato al centro il tema della tutela dei più deboli.
Nel suo intervento, il Pontefice ha rivolto un pensiero particolare a migranti e rifugiati, soffermandosi soprattutto sui minori costretti a lasciare il proprio Paese. Bambini e adolescenti, ha sottolineato, sono infatti tra le persone più esposte ai pericoli e alle conseguenze più gravi di questi percorsi. Le loro storie, spesso invisibili, parlano di separazioni, paura e incertezza.
Il Papa ha evidenziato come molti di questi ragazzi vivano sofferenze profonde e difficili da immaginare: violenze, abusi, sfruttamento, traumi e condizioni di estrema precarietà. In alcuni casi, ha ricordato, il viaggio stesso diventa fatale e si trasforma in una tragedia. Per questo ha lanciato un forte appello alla responsabilità collettiva, chiedendo a tutti di non restare indifferenti.
Il messaggio del Pontefice è stato chiaro: ogni persona deve sentirsi coinvolta nella vita di questi bambini e adolescenti, che hanno sempre bisogno di protezione, sostegno e attenzione concreta. La Giornata mondiale del migrante e del rifugiato diventa così non solo un momento di riflessione, ma anche un richiamo a costruire una società più umana, capace di difendere chi è costretto a partire e di non lasciare soli i più vulnerabili.