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Petizione contro Eskhol Nevo: il Libro Possibile conferma l’evento, critiche all’atteggiamento verso Israele

Petizione per escludere Eskhol Nevo dal festival “Il Libro Possibile”

Le contestazioni nascono per il silenzio sulle politiche israeliane

La partecipazione di Eskhol Nevo al festival “Il Libro Possibile” è oggetto di polemica. Un numero crescente di firme da parte di attivisti, intellettuali e anche da un arcivescovo si sta raccogliendo per chiedere l’esclusione dello scrittore israeliano dall’evento previsto per luglio, tra Polignano a mare e Vieste. A spingere per questa decisione è la convinzione che Nevo non abbia mai preso una “chiara e pubblica” posizione contro le azioni del governo israeliano, in particolare riguardo alla situazione a Gaza e all’intensificazione dei conflitti nel Mediterraneo orientale.

Il festival ribadisce il suo sostegno per Nevo

Tuttavia, la direttrice artistica del festival, Rosella Santoro, ha confermato che Nevo parteciperà, programmato per il 21 luglio a Vieste. “Non ci sarà alcuna esclusione”, ha dichiarato, sottolineando che il festival non intende replicare il precedente caso di Erri De Luca, anch’esso escluso da eventi letterari per le sue opinioni su Israele. Santoro ha evidenziato che i promotori della petizione non contestano il talento letterario di Nevo, ma affermano che “gli intellettuali hanno una responsabilità speciale nei momenti critici”. In questo contesto, hanno espresso la necessità di lockersi sulla questione umanitaria a Gaza e sui suoi drammatici costi umani.

Nevo: voce di pace tra le incertezze della sua nazione

Nevo, noto per i suoi romanzi come “Nostalgia” e “Tre Piani”, ha già criticato il governo di Netanyahu e ha parlato apertamente della vergogna per l’operato di alcuni membri del governo israeliano. Recentemente, nel contesto di un evento a Bologna, ha espresso desideri di cambiamento per il suo paese, auspicando una leadership “più aperta al futuro”. Il suo intervento si farà sentire anche accanto a figure come Wael Al-Dahdouh, importante giornalista di Al Jazeera. Santoro ha ribadito che il festival accoglierà diverse voci e sensibilità per stimolare un dibattito “oltre le semplificazioni” e promuovere il dialogo.