
Fermata la Sea Watch 5: sanzioni severe per la nave umanitaria
La Sea Watch 5 ha subito un fermo di quarantacinque giorni e dovrà affrontare una multa di 7.500 euro a causa di presunti **illeciti** nella gestione delle operazioni di soccorso in mare. Secondo il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, l’imbarcazione, sotto bandiera tedesca, avrebbe ignorato le disposizioni di legge, affermando che il soccorso in mare deve essere coordinato esclusivamente dagli Stati e non dalle ONG.
In risposta al provvedimento, **Sea Watch** ha dichiarato di non avere alcuna intenzione di collaborare con le autorità libiche, definite dall’organizzazione una “autorità fantoccio” al servizio di **trafficanti**. La ONG ha sottolineato che il 13 agosto ha soccorso sei persone in acque internazionali, informando i paesi europei, ma non il centro di coordinamento libico, potendosi così opporre all’azione di chi, armato, minacciava il personale della nave.
Sea Watch ha lanciato un appello pungente, chiedendo se il **Governo italiano** possa realmente affermare di non collaborare con criminali. Hanno messo in evidenza il fatto che l’Italia ha fornito supporto economico e addestramento alle autorità libiche, le cui pratiche hanno portato a violazioni dei diritti umani nel Mediterraneo, utilizzando denaro pubblico per favorire operazioni discutibili. L’organizzazione ha esortato a considerare le povere **condizioni delle vittime** del naufragio, riportando che nel weekend recente, i membri di Sea Watch hanno osservato nel mare 14 corpi senza vita. Concludendo, hanno sostenuto che, insieme ad altri membri della società civile, continueranno a denunciare la priorità del Governo di mantenere ferme le navi di soccorso mentre le tragedie si ripetono nel Mediterraneo.