
Un aspetto particolare del presepe allestito sotto il municipio di Senigallia, nella provincia di Ancona, ha suscitato un acceso dibattito: la statuina di san Giuseppe è stata ritenuta da alcuni non conforme alla tradizione, presentando tratti considerati eccessivamente femminili. Questa situazione ha spinto l’amministrazione comunale a prendere in considerazione eventuali modifiche all’installazione.
La polemica è esplosa nelle ultime settimane nella cittadina marchigiana. Nella centralissima piazza Roma è stato allestito un presepe, come consuetudine durante le festività natalizie, curato da Romina Fiorani dell’Atelier della Ceramica. La creazione, che include figure in creta dipinte e cristallizzate, rappresenta un giovane san Giuseppe che protegge Maria, la quale tiene in braccio Gesù, affiancata da due angeli. Tuttavia, sono stati proprio i dettagli a scatenare le critiche.
L’ex consigliera della Lega, Lucia Pucci, ha formalmente richiesto al sindaco Massimo Olivetti di rimuovere la statuina, definendola un’interpretazione “blasfema” della figura di San Giuseppe. Secondo Pucci, “la tradizione va rispettata” e un presepe deve mantenere i suoi protagonisti intatti, inoltrandosi su tematiche sociali solo con l’aggiunta di ulteriori personaggi, senza alterare i principali. Anche il consigliere di Fratelli d’Italia, Massimo Montesi, ha rivolto una richiesta simile, suggerendo almeno di riposizionare una rappresentazione più adeguata di san Giuseppe. Le richieste hanno trovato ascolto: Montesi ha affermato che il sindaco sarebbe disposto a considerare modifiche o addirittura una sostituzione dell’installazione.
La vicenda ha acceso i riflettori su come le rappresentazioni tradizionali possano evolversi, ma anche su un desiderio di preservare l’identità culturale e le convinzioni religiose di una comunità. Resta da vedere come si risolverà questa controversia e quali azioni verranno intraprese dall’amministrazione.