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Pressing di Conte per le primarie M5s: “dobbiamo affrettarci” e elezioni a primavera, nodi su programma e alleati

Il nodo dei tempi per le primarie

La sensazione, ormai, è che le primarie siano diventate un passaggio quasi scontato. Il vero punto aperto, però, riguarda quando organizzarle. Nei giorni scorsi il responsabile organizzazione del Pd, Igor Taruffi, molto vicino a Elly Schlein, aveva indicato l’inizio del prossimo anno come possibile orizzonte. Una proposta che non ha convinto Giuseppe Conte, che ha rilanciato chiedendo di accelerare: “Dobbiamo affrettarci”, ha fatto sapere il leader del M5s.

Conte spinge, il Pd ragiona sui tempi

Nel Partito democratico la linea ufficiale resta quella della disponibilità al confronto, ma le parole di Conte vengono lette con attenzione, soprattutto in relazione al calendario politico. Il 18 ottobre è attesa l’assemblea che dovrebbe prorogare il mandato di Schlein, altrimenti in scadenza a marzo, proprio nel pieno della campagna elettorale. Nella stessa data anche Avs presenterà le proprie proposte. Da quel momento, spiegano fonti dem, si potrà aprire il tavolo programmatico, anche se trovare una sintesi su alleanze, equilibri interni e temi delicati come l’Ucraina non sarà semplice.

Le distanze restano, ma il confronto continua

Conte, intanto, insiste sulla necessità di scegliere una strada chiara e di non restare troppo a lungo nell’incertezza. Secondo lui, la premier Giorgia Meloni potrebbe non aspettare l’autunno del 2027 per andare al voto, ma anticipare tutto alla primavera. Per questo, dice, bisogna arrivare preparati. Il recente incontro con Schlein non ha sciolto il nodo principale: il leader M5s aveva proposto un passo indietro di tutti i capi partito per individuare una figura terza, ma questa ipotesi non ha trovato sponde nel Pd.

Vertici in movimento e quadro ancora incompleto

La soluzione che oggi appare più praticabile resta dunque quella delle primarie, anche se restano da definire regole, modalità e tempi. Un altro punto di attrito riguarda il voto online, che il M5s considera necessario mentre nel Pd non tutti sono favorevoli. Intanto i contatti proseguono: in Transatlantico alla Camera si sono visti più volte i dirigenti delle due forze, mentre Schlein e Conte si sono soltanto salutati. Nei prossimi giorni le occasioni di confronto non mancheranno, ma resta ancora da costruire in modo preciso anche il perimetro del fronte centrista, tra partiti già presenti e nuove realtà in arrivo.