
Un progetto innovativo è stato lanciato con l’intento di promuovere l’inserimento lavorativo di individui affetti da disturbi dello spettro autistico. Questo programma, sviluppato da Asstel in collaborazione con la Fondazione Cervelli Ribelli, è stato presentato all’Università Luiss di Roma durante la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo. L’evento, intitolato ‘Cervelli Ribelli at Work’, ha messo in luce l’importanza di creare opportunità professionali per queste persone nel settore digitale, delle telecomunicazioni e dell’information technology.
Il progetto si basa su un approccio articolato illustrato da Federica Giammello, psicoterapeuta e responsabile clinico. La prima fase prevede la redazione di un profilo di funzionamento per i ragazzi, evidenziando i loro punti di forza, come l’iperfocus, l’affidabilità e la precisione. Giammello ha anche sottolineato l’importanza di riconoscere le aree di debolezza, inclusa l’ipersensorialità emotiva e le difficoltà nelle relazioni interpersonali.
Un secondo aspetto cruciale riguarda il lavoro con le famiglie, che sono fondamentali nella comprensione delle abilità quotidiane e comunicative dei ragazzi. Giammello ha spiegato che, successivamente, si passa a collaborare con le aziende per identificare le aree professionali più adatte e formare i team che lavoreranno a stretto contatto con i giovani partecipanti. Infine, è previsto un monitoraggio continuo durante le esperienze di stage, coinvolgendo famiglie e aziende in un dialogo costante.
Secondo Laura Di Raimondo, direttrice generale di Asstel, è fondamentale affrontare le lacune nel settore delle competenze digitali e STEM, affermando che i giovani con neurodivergenze possiedono spesso abilità tecniche peculiari. Questo “paradosso del talento inespresso” rappresenta un’opportunità significativa per il mercato del lavoro, ponendo l’accento sulla necessità di costruire percorsi innovativi e inclusivi.