
Il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, ha espresso forti preoccupazioni in merito all’operato del presidente del Garante per la protezione dei dati personali, Pasquale Stanzione. In un’intervista rilasciata all’ANSA durante la Bologna Children’s Book Fair, Ranucci ha commentato le recenti affermazioni di Stanzione, il quale ha dichiarato di continuare a lavorare “al servizio del Paese con immutata serenità e indipendenza”. Il conduttore ha messo in dubbio questa indipendenza, suggerendo che l’operato del Garante sembrerebbe orientato a favore di una cerchia ristretta di amici e alleanze politiche.
Ranucci ha affermato con convinzione che “il Garante vada azzerato”, sottolineando come ci siano comportamenti che destano forte sospetto. Riguardo alla situazione interna all’autorità, il conduttore ha richiamato l’attenzione sulla distribuzione delle cariche, definita “anomala”, e ha ricordato che è attualmente in corso un’inchiesta della magistratura che coinvolge membri del Garante accusati di corruzione. “Ci sono sanzioni da erogare nei confronti di aziende con cui si intrattengono conflitti di interesse”, ha proseguito Ranucci, sollevando dubbi non solo sulle decisioni dell’ente, ma anche sulla sua efficacia.
Ranucci ha messo in evidenza la difficoltà di chi ricopre posizioni di potere, esprimendo una certa comprensione per chi potrebbe temere di perdere un sostanzioso stipendio, stimato in mezzo milione di euro all’anno. “Dovrebbero cercare un altro lavoro”, ha commentato, insinuando che chi resta in carica gode di garanzie che lo sostengono. “Se nessuno dice loro nulla, qualcuno li protegge”, ha concluso, insinuando che all’interno del Garante ci siano dinamiche che ostacolano la trasparenza e la legalità, rendendo necessaria una revisione profonda del suo operato.