
Tragico incidente subacqueo alle Maldive: la ricostruzione delle ultime ore
La scarsa visibilità sottomarina a causa dei sedimenti corallini e le insidie delle grotte marine nell’atollo di Vaavu stanno alimentando le speculazioni sulla strage dei sub italiani avvenuta lo scorso 14 maggio. Le prime ipotesi indicano che i cinque connazionali avrebbero potuto esaurire l’ossigeno a disposizione mentre cercavano disperatamente di ritrovare la via d’uscita.
Le parole di Sami Paakkarinen, leader del team di recupero Dan Europe, rivelano la complessità dell’operazione: “I corpi erano raggruppati in un’area della grotta. Durante la prima immersione non riuscivamo a trovarli e temevamo fossero scomparsi”. La grotta in questione, sebbene non lunga, raggiunge una profondità di 60 metri e presenta notevoli difficoltà. La sommozzatrice Jenni Westerlund ha sottolineato che in tali situazioni l’errore umano gioca un ruolo cruciale.
Intanto in Italia, le autorità stanno già lavorando per chiarire le dinamiche dell’incidente. Nelle prossime ore, le salme di quattro delle vittime, tra cui la docente dell’università di Genova Monica Montefalcone e sua figlia Giorgia Sommacal, arriveranno a Malpensa. Lunedì inizieranno le autopsie, e il primo corpo ad essere analizzato sarà quello di Gianluca Benedetti, capobarca di 44 anni.
Il marito di Monica, Carlo Sommacal, ha espresso preoccupazione per il trattamento riservato alla memoria della moglie, notando che la sua presenza è stata rimossa dal sito dell’università in modo repentino.
Le testimonianze dei membri dell’ateneo e dei soccorritori continueranno ad essere cruciali per avviare e portare avanti le indagini su un evento così tragico.