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Relazioni USA-Vaticano: Il Ruolo del Cardinale Dolan nella Candidatura di Prevost

Cardinale Dolan e la ricerca di un Papa ‘gentile’

In vista del conclave, il cardinale di New York, Timothy Dolan, noto per la sua amicizia con Donald Trump, esprimeva il desiderio di un Papa “gentile”, capace di abbinare il sorriso di Francesco a una certa autorevolezza simile a quella di Benedetto XVI e Giovanni Paolo II.

Grazie alla sua influente posizione economica, sostenuta dall’enorme patrimonio della Chiesa di New York, le aspirazioni di Dolan hanno contribuito a formare un blocco americano al conclave, che ha visto emergere la figura di Prevost. Tuttavia, dopo un periodo iniziale di toni concilianti, Leone ha iniziato a creare attriti con l’amministrazione statunitense.

Leone e la Chiesa contro le politiche di Trump

Nel corso di un incontro tenutosi nell’ottobre dello scorso anno, Leone accoglie i dirigenti della Conferenza episcopale americana, offrendo loro pieno sostegno nella lotta contro le politiche discriminatorie del governo Trump. “La Chiesa non resterà in silenzio”, afferma, aprendo la porta a una dichiarazione pubblica contro le politiche migratorie statunitensi.

Importanti figure della Chiesa, come Blase Cupich di Chicago e Robert McElroy di Washington, si uniscono a Leone nella critica alla politica estera americana, specialmente riguardo a questioni delicate come la Groenlandia, il Venezuela e l’Ucraina.

Leone all’attacco: dal conflitto alle preghiere per la pace

A gennaio, Leone si rivolge al corpo diplomatico internazionale denunciando il risveglio del fervore per la guerra, affermazione che provoca il malcontento all’interno della Casa Bianca. Intanto, Dolan viene sostituito da Ronald Hicks, un nuovo vescovo che condivide la visione progressista di Leone.

La Pasqua di Leone coincide con l’intensificarsi delle tensioni in Iran e Libano, in un contesto in cui il Papa alza la voce contro le violazioni del diritto internazionale. In un appello forte e chiaro, Leone si scaglia contro le preghiere invocate da chi sostiene la guerra, denunciando “la bestemmia di vincere uccidendo” e invitando gli americani a contattare il Congresso per condannare le minacce di annientamento rivolte all’Iran.

In questo clima di crescente tensione, i cardinali americani si schierano apertamente contro l’amministrazione Trump, partecipando a un’intervista su “60 Minutes” della CBS, portando la contrapposizione tra Chiesa e governo a un nuovo livello.