
Alla Leopolda, Matteo Renzi ha ribadito con forza che la politica, a suo avviso, non dovrebbe basarsi sui rapporti personali ma sulla qualità delle idee e delle proposte. Citando Clint Eastwood, ha scherzato: “Se vuoi una garanzia, comprati un tostapane”, per poi mettere in chiaro il suo messaggio: se il campo largo vuole davvero confrontarsi su temi concreti, Italia Viva è pronta a farlo. Secondo Renzi, continuare a dividersi nel centrosinistra rischia di consegnare il Paese e persino il Quirinale a Giorgia Meloni.
L’ex premier ha spiegato che non intende essere complice di un eventuale arrivo di Meloni al Colle, ricordando di aver contribuito in passato all’elezione di Sergio Mattarella e non di Matteo Salvini. Per Renzi, serve una coalizione che si muova entro paletti chiari e condivisi, senza ambiguità né fughe in avanti. In questo quadro, ha sottolineato, le discussioni interne e le tensioni tra leader rischiano soltanto di indebolire l’alternativa al centrodestra.
Renzi ha poi puntato il dito contro le difficoltà economiche delle famiglie italiane, sostenendo che dopo quattro anni di governo Meloni molti cittadini si sentono più poveri, con meno denaro in tasca e spese sempre più pesanti per bollette e mutui. Per questo, ha detto, il centrosinistra dovrebbe concentrarsi sui problemi reali delle persone e lasciare da parte le scaramucce tra leader. L’obiettivo, ha ribadito, è costruire un centrosinistra riformista e garantista, capace di presentarsi come vera alternativa al centrodestra.
Infine, Renzi ha invitato a non partire dalla questione della guida della coalizione, ma dalla definizione di un progetto politico chiaro. Solo dopo, ha osservato, si potrà discutere di chi avrà più voti e quindi di chi guiderà il campo progressista. Per lui, il dibattito su “Conte o non Conte” è secondario rispetto alle sfide concrete del Paese: condizioni di vita, garantismo e riformismo. “Non si può partire da chi conduce la coalizione se non si sa dove andare”, ha concluso.