
Proseguono senza sosta le operazioni di ricerca del turista olandese di 45 anni, che ieri, intorno alle 12:30, è scomparso nelle acque del lago di Como, di fronte a Menaggio. La tragedia si è consumata quando l’uomo, nel tentativo di salvare il figlio di 16 anni in difficoltà, si è tuffato dalla barca noleggiata. Mentre il ragazzo è riuscito a mettersi in salvo, il padre è andato sotto.
Immediatamente dopo il tragico evento, guardia costiera e vigili del fuoco hanno dato il via alle ricerche nella zona. I sommozzatori hanno già mobilitato mezzi nautici e personale specializzato per tentare di rintracciare l’uomo disperso. Le operazioni di ricerca si erano temporaneamente interrotte ieri a causa dell’arrivo di una perturbazione, ma questa mattina le motovedette della guardia costiera hanno ripreso il lavoro.
In supporto alle operazioni, sono arrivati da Genova i sommozzatori del 5° Nucleo Sub della Guardia Costiera, che utilizzeranno ROV e sonar per esplorare i fondali, dove la profondità scende rapidamente da 25 a oltre 100 metri. Questo approccio consentirà di coprire anche le zone più profonde del lago. Nel corso della giornata, le unità navali della guardia costiera, della polizia e della guardia di finanza si alterneranno per garantire la sicurezza delle operazioni, che si stanno rivelando complesse a causa delle caratteristiche del fondale.
Attualmente, l’intera comunità locale è in apprensione e spera in esiti positivi da queste ricerche che, purtroppo, evidenziano i rischi associati ad attività ricreative in acque profonde.