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Riconoscimento Facciale e Legislazione Europea: Un Tema di Scontro Congiunto
Il riconoscimento facciale ha rappresentato uno dei temi cruciali e più discussi nel percorso di approvazione della legge europea sull’intelligenza artificiale. Questo argomento ha generato contrasti tra due posizioni opposte: da un lato, chi chiede un divieto totale di sorveglianza biometrica negli spazi pubblici e dall’altro, coloro che ritenendo necessario un certo grado di utilizzo in nome della sicurezza pubblica.
Il Parlamento europeo ha spinto per un divieto permanente dell’identificazione automatica delle persone negli spazi aperti al pubblico. Durante le negoziazioni sull’AI Act, questo tema si è rivelato un punto di tensione rilevante tra le diverse istituzioni dell’Unione Europea, fino a raggiungere un compromesso nel testo finale della normativa. L’AI Act è entrato in vigore il 2 agosto 2024, con le norme relative all’identificazione biometrica che diventeranno operative nel febbraio 2025.
Il regolamento adotta un approccio che classifica i sistemi di IA in base al loro livello di rischio. Il riconoscimento facciale è considerato una pratica a rischio inaccettabile e, pertanto, è vietato come regola generale per l’identificazione biometrica remota in tempo reale all’interno di spazi pubblici, quando utilizzato per la lotta alla criminalità. Tuttavia, è previsto un divieto non assoluto: gli Stati membri possono fare delle eccezioni legali per specifiche situazioni gravi, che riguardano reati come rapimenti o minacce terroristica.
In tali casi, l’utilizzo deve essere giudicato necessario e proporzionato e soggetto a un’autorizzazione preventiva, il cui esito deve essere vincolante. In situazioni urgenti, l’autorizzazione potrà essere richiesta entro 24 ore. Se non viene concesso, tutti i dati devono essere distrutti. È inoltre previsto che qualsiasi uso di identificazione biometrica remota in tempo reale venga comunicato alle autorità competenti per la protezione dei dati e per la vigilanza del mercato.