
La recente approvazione della proroga per l’invio di armi e materiali militari all’Ucraina ha riacceso le polemiche all’interno del Parlamento italiano. Nonostante il voto favorevole della maggioranza, due deputati della Lega hanno espresso il loro dissenso, mentre al Senato un altro esponente del partito, Claudio Borghi, ha scelto di non partecipare al voto.
Durante l’informativa tenuta dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, una parte significativa della Lega – composta da ministri, sottosegretari e deputati – ha mostrato la propria assenza. Questo silenzioso dissenso si è manifestato anche durante il discorso di Crosetto, che ha sottolineato l’importanza dell’aiuto dell’Italia all’Ucraina per evitare il tracollo della popolazione sotto l’aggressione russa. “Qualcuno di voi si vergognerà, io mi sento orgoglioso”, ha chiosato il ministro, evidenziando il contrasto all’interno della maggioranza.
In piazza Montecitorio, il ‘team Vannacci’ ha esposto uno striscione con la scritta ‘Basta finanziamenti a Kiev per le armi’, a conferma del malcontento all’interno della Lega riguardo alla recente approvazione della nuova normativa che prolunga il sostegno militare all’Ucraina fino al 31 dicembre. I deputati Edoardo Ziello e Rossano Sasso hanno votato contro, mentre Borghi ha disertato la votazione, non sorprendente vista la sua reputazione di “signor no” su varie questioni politiche.
Ziello ha dichiarato: “Al di là delle acrobazie lessicali, la sostanza non è cambiata”, suggerendo che le decisioni di sostegno all’Ucraina, sebbene originate da un altro governo, andrebbero ripensate criticamente. Anche l’ex meloniano Emanuele Pozzolo, ora nel gruppo Misto, ha espresso contrarietà, ritenendo insufficiente il testo attuale rispetto alle promesse iniziali.
In risposta alle critiche, il capogruppo della Lega in Senato, Massimiliano Romeo, ha affermato che la position della Lega resta favorevole al supporto all’Ucraina e alla sovranità del popolo ucraino, evidenziando come ci sia un’indisponibilità nei confronti di una retorica esclusivamente bellicista.