
La situazione è tornata sotto controllo intorno alle 5 di questa mattina, dopo ore di trattative condotte dai mediatori della polizia penitenziaria. La protesta era scoppiata ieri nel secondo reparto della sezione giudiziaria del carcere di Pisa, dando origine a momenti di forte tensione all’interno dell’istituto.
Secondo le prime ricostruzioni, alla base della rivolta ci sarebbe stata la scoperta di alcune cimici collocate nelle celle per attività investigative. La presenza dei dispositivi avrebbe acceso il malcontento tra diversi detenuti, fino a trasformare la protesta in una vera e propria sommossa. In breve tempo, infatti, la situazione è degenerata e ha richiesto un intervento prolungato da parte degli agenti.
Nel corso dei disordini sarebbe stata realizzata anche una diretta TikTok dall’interno del carcere, utilizzando un cellulare presumibilmente in possesso dei detenuti. L’episodio ha ulteriormente alimentato l’attenzione sul caso, evidenziando quanto accaduto nelle ore più concitate della protesta.
Solo dopo un lungo lavoro di mediazione la rivolta si è progressivamente spenta, permettendo il ritorno alla calma nelle prime ore del mattino. Resta ora da chiarire con precisione la dinamica dei fatti e verificare come sia stato possibile che all’interno della struttura circolassero strumenti non autorizzati. Restano aperti anche gli accertamenti sulle modalità con cui il cellulare sia entrato in carcere e sull’eventuale responsabilità dei soggetti coinvolti.