
Rivolta al carcere di Enna: oltre un centinaio di detenuti in protesta
Un centinaio di detenuti nel carcere di Enna ha preso il controllo delle sezioni del vecchio padiglione, danneggiando le telecamere di sorveglianza e incendiando diverse aree dell’istituto. La protesta è esplosa a seguito di un problema tecnico avvenuto nei giorni scorsi, quando un fulmine ha compromesso le centraline telefoniche, impedendo ai detenuti di contattare le proprie famiglie. Nonostante il guasto fosse stato risolto nella mattinata odierna, il clima di frustrazione era già esploso in una rivolta violenta.
Mimmo Nicotra, presidente della Confederazione sindacati polizia penitenziaria, ha dichiarato che da tempo si denuncia una grave carenza di personale nel carcere di Enna, noto ufficialmente come Casa circondariale Luigi Bodenzad. Nicotra ha specificato che era stata avanzata la richiesta di trasferire i detenuti per permettere la ristrutturazione di una struttura ritenuta obsoleta. “La propaganda del governo e del ministro Carlo Nordio si scontra con la dura realtà delle carceri italiane”, ha affermato il sindacalista.
In Italia, ci sono circa 65.000 detenuti rinchiusi in istituti che possono essere definiti delle vere e proprie “polveriere”. Invece di procedere con un opportuno sfollamento, i detenuti di Enna sono stati trasferiti in altre sezioni dello stesso istituto, lasciando la situazione in uno stato di grave precarietà. La rivolta ha messo in evidenza le difficoltà strutturali e operative delle carceri italiane, richiedendo un intervento urgente da parte delle autorità competenti.