
Nel centrodestra torna a circolare, con una certa insistenza, il tema delle elezioni anticipate. A rilanciarlo è stato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, che ha indicato come possibili finestre “naturali” sia giugno sia settembre. Giorgia Meloni, però, continua a mantenere un profilo prudente e respinge le ipotesi di voto ravvicinato, definendole poco più che speculazioni e “dibattiti surreali”.
La premier, proprio nel giorno in cui arriva il via libera definitivo alla riforma della legge elettorale, ha ribadito che alla fine della legislatura manca ancora circa un anno. Per ora, dunque, la linea ufficiale resta quella della continuità: andare avanti con il lavoro di governo fino alla scadenza naturale. Dietro le quinte, però, la discussione è aperta e riguarda anche il calendario politico dei prossimi mesi.
Molti osservatori ritengono che la legge di bilancio possa segnare un passaggio decisivo. Una volta chiusa la partita, soprattutto con le nuove regole sulle preferenze, potrebbe diventare più complicato tenere saldo l’equilibrio tra i parlamentari. Per questo, in alcuni ambienti della maggioranza, cresce l’idea che un voto anticipato possa risultare più conveniente, anche per evitare incidenti politici lungo la strada.
Non tutti, però, condividono questa impostazione. Da Forza Italia Antonio Tajani ha ribadito che si dovrebbe votare a fine legislatura, mentre Maurizio Lupi ha escluso un imminente ritorno alle urne, invitando a portare avanti la manovra e a restare compatti. Anche dentro Fratelli d’Italia, comunque, c’è chi preferisce non fissare scadenze troppo precise: la decisione, viene spiegato, arriverà solo quando sarà il momento opportuno.
Nel frattempo resta chiusa anche la porta a eventuali nuovi ingressi in coalizione. L’ipotesi di un confronto con Futuro nazionale è stata respinta senza esitazioni dai principali esponenti del centrodestra. Per la maggioranza, il punto centrale resta la stabilità, e inserire un alleato considerato poco affidabile non sarebbe compatibile con questa linea. Meloni, su questo, appare determinata a non cambiare posizione.