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Scarpinato, Querelo Delmastro: rinuncia all’immunità e riveli le chat dopo le denunce in video sui social

Scarpinato annuncia la querela contro Delmastro

Nuovo scontro politico-giudiziario tra il senatore del Movimento 5 Stelle Roberto Scarpinato e l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. In una nota, l’esponente M5S ha annunciato che presenterà querela per diffamazione, dopo un video pubblicato sui social nel quale Delmastro gli attribuisce accuse ritenute false e prive di fondamento.

Scarpinato sostiene che il deputato di Fratelli d’Italia stia diffondendo ricostruzioni già contestate in altri procedimenti: per questo, afferma, non può che ricorrere alle vie legali. Nella sua replica, il senatore invita Delmastro a evitare “calunnie” e a concentrarsi invece su altri temi, citando anche la richiesta di consegnare alla magistratura alcune chat che, secondo lui, sarebbero ancora nella disponibilità del partito.

Le contestazioni sul caso mafia-appalti

Nel video diffuso su Instagram, Delmastro richiama due vicende legate alla carriera di Scarpinato. La prima riguarda il 13 luglio 1992, quando l’allora magistrato avrebbe chiesto l’archiviazione nell’inchiesta mafia-appalti, procedimento sul quale stava lavorando Paolo Borsellino poche settimane prima dell’attentato in cui perse la vita. La seconda concerne la vendita, datata 30 agosto 1996, di un immobile di cui Scarpinato era comproprietario, operazione che secondo Delmastro sarebbe avvenuta a un valore ritenuto anomalo.

Secondo la versione contestata dal deputato, l’immobile sarebbe stato ceduto a una società legata a Rosaria Di Grado, moglie di Salvatore Fauci, soggetto indicato come indagato proprio nell’inchiesta mafia-appalti.

La risposta del senatore M5S

Scarpinato ha reagito con toni duri, dicendosi pronto a rinunciare all’immunità parlamentare per affrontare la questione in tribunale. L’obiettivo, spiega, è dimostrare se le accuse avanzate da Delmastro abbiano davvero un fondamento o se si tratti soltanto di affermazioni diffamatorie.

Il senatore conclude ricordando la propria attività nella lotta alla criminalità organizzata: “Io i mafiosi li ho indagati, processati e fatti condannare”, afferma, respingendo ogni accusa e rilanciando lo scontro politico e personale con l’esponente di Fratelli d’Italia.