
Due dichiarazioni emblematiche tracciano la rotta di Elly Schlein in vista delle prossime elezioni politiche. Da un lato, il ‘no’ al referendum sulla giustizia, che per la segretaria del Partito Democratico rappresenta “una vittoria popolare da trasformare in una maggioranza politica”. Dall’altro, un deciso ‘sì’ alla necessità di un candidato premier del centrosinistra, rispondendo positivamente alla provocazione sulla fine dell’era di figure esterne.
Schlein si allinea con Dario Franceschini, sostenendo che è “naturale” che i leader siano scelti all’interno dei partiti stessi. In questa ottica, non c’è spazio per un tavolo ristretto che cerchi di risolvere il dilemma della premiership con nomi esterni. “Possiamo concordare sulla leadership del partito che ottiene un voto in più, o tramite primarie”, ha dichiarato durante un incontro alla sede della Stampa Estera, ribadendo la volontà di avere un candidato politico, indipendentemente dal metodo di selezione.
Schlein si mostra aperta anche alla possibilità di tenere primarie, sottolineando l’importanza di questo strumento, visto che lei stessa è stata eletta in tale modo. Rispondendo a chi menzionava l’opposizione della sindaca Sylvia Salis, ha affermato: “Le primarie sono uno strumento che difendo”. Inoltre, ha manifestato ottimismo riguardo alla cooperazione con gli altri leader della coalizione, esprimendo fiducia che di troveranno accordi su ogni aspetto necessario.
Il focus immediato resta sulla definizione di un programma alternativo. Schlein ha dichiarato che è essenziale affrontare questo nodo “con i colleghi” e coinvolgere “le forze civiche, i giovani e coloro che hanno partecipato al referendum” per costruire un programma condiviso. Le sue parole richiamano l’invito di Romano Prodi a prestare ascolto alle necessità del Paese.
Inoltre, la segretaria ha affermato che la coalizione è già presente, non partendo da zero. Ha sottolineato le vittorie alle elezioni regionali e le collaborazioni in parlamento come esempi di un’alleanza consolidata. Rivolgendosi a Giorgia Meloni, ha dichiarato che “siamo pronti a elezioni in qualsiasi momento”, evidenziando una certa vulnerabilità della leader di Fratelli d’Italia. Secondo Schlein, il referendum testimonia chiaramente che l’Italia può cominciare a combattere contro le destre nazionaliste.