
Un appello per giustizia: la famiglia di Abderrahim Fakir e la manifestazione a Bologna
Piazza del Nettuno a Bologna si è popolata di un gran numero di persone per ricordare Abderrahim Fakir, il 42enne tragicamente deceduto durante un intervento della Polizia nel quartiere Pilastro. Presenti in massa, i manifestanti hanno accolto il toccante intervento di Yossra Fakir, nipote della vittima, che ha chiesto “non odio” ma piuttosto “giustizia, verità e dignità” per suo zio. La manifestazione è stata aperta dai cori della folla, che ripeteva insistentemente “Giustizia, giustizia” e protestava contro lo “scudo penale”.
La nipote di Fakir, con voce rotta dall’emozione, ha voluto sottolineare che il loro non è un desiderio di vendetta. “Non era solo un numero, ma qualcuno di prezioso per noi”, ha affermato, sottolineando come la comunità debba unirsi nella ricerca della verità. Il sindaco Matteo Lepore ha definito la situazione come un triste evento che colpisce non solo la famiglia ma l’intera comunità bolognese.
Il clima pacifico della manifestazione si è progressivamente fatto sempre più teso. Alcuni manifestanti si sono spostati verso la Prefettura e la Questura, urlando “Assassini” e invocando cambiamenti legislativi. Con il passare delle ore, gli scontri sono aumentati, con lanci di oggetti e insulti nei confronti delle forze dell’ordine. Queste hanno risposto con manganellate e l’uso di lacrimogeni per disperdere la folla. La situazione è degenerata, portando a momenti di violenza, mentre altrove in città il pubblico era riunito per la proiezione di un film, che è stata annullata.
In mezzo a questa tensione, la famiglia di Abderrahim Fakir ha preso le distanze da qualsiasi atto violento, sottolineando che i veri nemici della giustizia sono coloro che cercano di distogliere l’attenzione dalla verità. “Coloro che commettono atti criminali non rappresentano i nostri valori”, ha dichiarato il legale della famiglia, Fabio Anselmo.