
Le conversazioni dell’ex sottosegretario Andrea Delmastro sono attualmente custodite all’interno di una cassaforte situata a Montecitorio e non saranno disponibili fino a lunedì. Questa situazione segna la conclusione di un acceso scontro relativo alla possibilità per i membri della giunta che si occupa delle autorizzazioni di visionare il materiale inviato dalla Procura di Roma.
Questa mattina, alcuni deputati dell’opposizione, guidati dal presidente Devis Dori (Avs), si sono presentati in giunta per esaminare le chat, trovandosi però di fronte a un vero e proprio muro di gomma. Dopo la decisione di Lorenzo Fontana di sospendere ogni attività in attesa di chiarimenti da un’altra giunta, l’ufficio della Camera ha di fatto bloccato ogni iniziativa. Ciò ha portato i rappresentanti di Pd, M5s e Avs a rimanere in giunta per protesta, occupandola simbolicamente per alcune ore.
In un attacco diretto al presidente della Camera, l’opposizione ha denunciato una “grave lesione delle prerogative parlamentari” e ha annunciato l’intenzione di tutelare tali diritti in ogni sede. Dori ha chiesto a Fontana di fornire la documentazione che giustifica il blocco, a cui il presidente ha risposto di aver già discusso le sue decisioni con gli uffici coinvolti.
Il centrodestra ha sostenuto Fontana, definendo l’atteggiamento dell’opposizione come “populista”. Gli oppositori, d’altro canto, hanno sottolineato l’importanza della trasparenza e hanno esortato Delmastro a permettere l’accesso delle autorità giudiziarie ai materiali. Dori ha richiamato a un precedente storico, citando Andreotti e la sua disponibilità a fornire documentazione nel 1993.
La settimana ventura sarà caratterizzata da incontri cruciali in Parlamento. Lunedì, la giunta per il regolamento esaminerà la questione dell’accesso alle chat, mentre martedì la giunta per le autorizzazioni dovrà decidere se avviare ulteriori indagini sul caso. In caso contrario, il voto sul dossier potrebbe avvenire giovedì, ma il fitto calendario potrebbe portare a un rinvio dopo la pausa estiva.